La Chiesa di Lodi apre il nuovo anno pastorale con la pubblicazione della Lettera pastorale “…nella Carità” del Vescovo Maurizio resa pubblica lo scorso 28 dicembre, a conclusione del Giubileo diocesano. Il testo rappresenta la terza tappa dell’itinerario triennale “Sinodalità e Santità”, dopo gli anni dedicati alla fede e alla speranza. Una tappa decisiva, perché la carità — come ricorda il Vescovo — non è un tema fra gli altri, ma «ciò che rimane quando tutto il resto passa».
La Lettera si apre con le parole di San Giovanni: “Dio è amore” (1Gv 4,8). Da qui nasce tutto il percorso pastorale indicato alla diocesi: la carità non come semplice gesto di benevolenza, ma come dono ricevuto, compito condiviso, stile di Chiesa. Il Vescovo richiama con forza il legame profondo tra le virtù battesimali — fede, speranza e carità — e ricorda che la carità è il loro compimento: è la forma visibile dell’amore di Dio nella storia. Rileggendo il cammino del Giubileo, le parole del magistero recente, il Sinodo XIV della Chiesa di Lodi e il percorso sinodale della Chiesa italiana, il Vescovo Maurizio mette in luce una verità essenziale: non c’è evangelizzazione senza carità. Le opere buone e la cura degli ultimi non sono un “di più”, ma parte integrante dell’annuncio del Vangelo.
Una sezione importante della Lettera è dedicata proprio alla Caritas diocesana, definita come uno “stile di Chiesa che si prende cura”. Il Vescovo ricorda che guardare un povero negli occhi «è un atto di fede», richiamando l’insegnamento di Papa Francesco e di Papa Leone XIV: i poveri non sono destinatari di un servizio, ma luoghi teologici, volti nei quali Cristo continua a parlarci.
Il testo sottolinea il ruolo della Caritas come organismo pastorale con tre compiti fondamentali:
Accanto al servizio quotidiano, la Lettera richiama anche il valore della bellezza come forma di carità: creare luoghi accoglienti e dignitosi — nelle case di ospitalità come nei centri di ascolto — significa restituire alle persone fragili la percezione del proprio valore.
La Lettera pastorale dedica un ampio spazio alle opere-segno gestite da Caritas Lodigiana attraverso la sua Fondazione ETS, definite come “luoghi in cui la carità prende forma”:
Sono opere che non si limitano a rispondere a un bisogno, ma che generano fiducia, accompagnamento e percorsi di futuro.
“…nella Carità” non è solo un documento programmatico: è un invito alla conversione del cuore. Il Vescovo chiama ogni battezzato — non solo gli operatori della carità — a vivere la carità come partecipazione, formazione e condivisione. Per questo motivo la Lettera merita di essere letta e approfondita nelle comunità, nei gruppi e nelle famiglie: per riconoscere insieme che la carità non è una delega, ma una vocazione comune; non è un’attività, ma una forma di vita che dà credibilità alla Chiesa e speranza al territorio.
In un tempo segnato da fragilità vecchie e nuove, il testo del Vescovo Maurizio è una parola autorevole e luminosa. Ci ricorda che la carità non nasce solo da una generosità spontanea, ma dalla gratitudine per un amore ricevuto per primo. È questo l’orizzonte in cui Caritas Lodigiana desidera continuare a camminare: una Chiesa che ama, che ascolta e che si fa prossima, perché “la misura dell’amore è amare senza misura”.
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