La mattina del 26 agosto 2026, un’ondata improvvisa di acqua, ghiaccio e fango ha travolto il distretto di Rasuwa, in Nepal, lasciando dietro di sé devastazione, oltre 1.000 vittime e migliaia di dispersi. Dietro i numeri drammatici di questa tragedia ci sono famiglie isolate, centri abitati cancellati e comunità prive di cibo, acqua sicura e riparo.
Di fronte a un’emergenza di questa portata, la tentazione è agire d’impulso. Come Caritas, sappiamo però che l’aiuto più efficace non è quello improvvisato, ma quello coordinato. In Nepal stiamo operando in stretto raccordo con le autorità locali e la NDRRMA, attraverso il sistema della one-door policy: un meccanismo ufficialmente definito per garantire che ogni singolo aiuto sia distribuito in modo equo, ordinato e del tutto tracciabile. Nessun bene va sprecato, nessuna comunità viene lasciata indietro.
Attraverso le squadre di Caritas Nepal e la rete di Caritas Italiana, siamo già attivi sul campo nei distretti di Nuwakot e Rasuwa:
Cibo e primo ristoro: Abbiamo attivato 60 cucine comunitarie per distribuire pasti caldi e kit alimentari d’emergenza.
Riparo e salute: Consegniamo teli impermeabili, tende, coperte, beni per l’igiene e medicinali per i presidi sanitari isolati.
Supporto educativo e psicosociale: L’alluvione ha distrutto decine di scuole e segnato centinaia di bambini. Stiamo allestendo Centri Temporanei di Istruzione e garantendo un primo affiancamento per rielaborare il trauma.
La presenza Caritas si articolerà in tre fasi fondamentali: il soccorso immediato, la riabilitazione nei mesi successivi e la ricostruzione. Per fare tutto questo, la tua partecipazione è indispensabile. Donare non significa solo inviare un contributo economico: è un scelta di prossimità, un gesto concreto di fede e comunità per “insegnare la gioia di donare” e restituire speranza e dignità a chi ha perso tutto.
Non lasciarli soli. Trasforma la tua vicinanza in un aiuto reale e tracciabile.
Per questa emergenza la rete Caritas chiede espressamente di evitare raccolte di beni materiali (difficili da trasportare e gestire logisticamente) e di privilegiare le donazioni economiche ufficiali.
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