È stato presentato presso la sede de il Cittadino, venerdì scorso, il Dossier Casa San Giuseppe: un ritratto in numeri, storie di vita e sforzi eccezionali. A parlare con il direttore de Il Cittadino Lorenzo Rinaldi, Stefano Joli, referente dell’area Grave Emarginazione e di Casa San Giuseppe della Caritas Diocesana. «In primis cerchiamo di rispondere ai bisogni primari dell’individuo, garantendo un posto dove dormire, mangiare, lavarsi, condizioni minime per affrontare l’esistenza e le sue problematiche; servizi che, con la nascita di Casa San Giuseppe, nata dalla Diocesi e gestita dalla Caritas, hanno avuto un ulteriore sviluppo. Accanto a questo primo livello di risposta ai bisogni primari – spiega Joli – , c’è poi un lavoro che è stato meglio strutturato di carattere relazionale ed educativo, per tentare una fuoriuscita dalla condizione di bisogno e il ritorno a una vita autonoma».
Nei fruitori dei servizi, come spiega ancora Joli, a colpire è anche l’eterogeneità delle persone «che è molto vasta e richiede risposte diversificate». Storicamente è maggioritaria la presenza di persone emigrate che arrivano sul territorio – e spesso alle prese in primis con le difficoltà legate alla regolarizzazione dei documenti – , ma sono in crescita gli italiani che accedono ai servizi. Un esempio arriva dai numeri delle persone che accedono ai dormitori, con un aumento dal 7 all’11 per cento di italiani ospitati.
Questi e molti altri numeri e storie sono contenuti nel Dossier che è da oggi disponibile e scaricabile.
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