Un’esperienza di carità concreta per i ragazzi del Grest, nel segno di San Francesco d’Assisi. Nell’anno dedicato a San Francesco, proponiamo ai Grest qualcosa di diverso: un laboratorio per far sperimentare ai giovani cosa significhi “arrivare tardi” e quanto un contributo – che a volte può sembrare piccolo a chi lo dona – possa in realtà fare una grande differenza nella vita di chi quel dono lo riceve.
Immagina di avere fame, di entrare in una mensa e scoprire che i pasti sono finiti. Niente più porzioni, niente più tavoli apparecchiati. Solo il vuoto di un’attesa delusa. Francesco d’Assisi non si è limitato a predicare la carità: l’ha vissuta. Ha abbracciato i lebbrosi, ha condiviso il pane, ha visto Cristo nel volto di ogni povero. Quest’anno vogliamo proporre con il Grest un piccolo passo nella stessa direzione — non parole sulla generosità, ma un gesto che i ragazzi possono compiere, capire, ricordare. Come? Ogni ragazzo è invitato a portare da casa un piccolo contributo: una scatoletta di tonno, di carne in scatola o una bottiglia d’olio. Questi alimenti verranno donati alla mensa cittadina e serviranno a preparare pasti per chi arriva quando le porzioni calde sono terminate. Un piatto in più per un’accoglienza che non chiude mai la porta a nessuno.
La proposta prevederà un laboratorio in modo che i ragazzi possano sperimentare il valore del loro gesto vivendo la gioia di chi, pur arrivando “tardi”, non viene mai respinto e questo anche grazie al prezioso contributo che, proprio loro con le loro famiglie, vorranno donare. Aggiungi un posto a tavola: perché nessuno resti fuori, perché c’è sempre spazio per chi ha fame — di cibo e di accoglienza.
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